LO SPAVENTAPASSERI e Eglisau

Eglisau sì

Bel paese. Gente gentilissima, aperta, sempre con un sorriso; sia gli organizzatori, sia le persone che si incontravano per strada. La sera, saremmo stati un centinaio, per la cena fummo accolti in un’ampia palestra. Su un lato di essa un palco da teatro, uno di quelli veri, sul quale si esibiva un’orchestra locale di fiati; pure sapevano suonare ad orecchio. Bravissimi.

Nella breve cerimonia prima di partire, suonava invece un’altra orchestra: una ventina di elementi di età compresa tra i dieci e i quindici anni. E che bravi!

L’organizzazione del tutto ha sicuramente coinvolto tantissime persone, sicuramente volontari del posto: è la testimonianza di una comunità viva e coesa, un tipo di comunità che purtroppo da noi sta andando persa…

Veniamo a noi

Ci siamo esibiti con uno spettacolo di 35 minuti allestito ad hoc. Tema “l’amore”. Metà dello spettacolo fu recitato in italiano, l’altra metà in francese, tedesco, inglese. Poche parole, tanta azione, sguardi, sentimenti veri stile actor’s studio.

Circondati da odio razziale e pregiudizi di ogni genere, uno spaventapasseri e una donna strana si innamorano e scappano con la speranza che i loro sentimenti fatti di tenerezza li salvino dall’odio. L’azione si svolge con atmosfere surreali dove la drammaticità si mischia e si stempera con sketch ironici che strappano la risata. Grande partecipazione emotiva del pubblico durante tutta la recita con risate e interventi corali durante lo spettacolo.

Ma dai, è andata, ci siamo goduti un successo e, tornando a casa, per tutto il viaggio ci siamo crogiolati con una grossa soddisfazione che ancora ci sentiamo dentro!

delo

per vedere alcune foto di questo spettacolo vedi pagina Foto