Gianni Delorenzi

Detesto le biografie. Alla mia età la memoria è fatta a strati. Mi capita a volte di volerli separare e ognuno di essi mi sembra di averli vissuti in un'altra vita. Certo che però sono la somma e la sintesi di tutti questi strati. Al momento mi sento un autore di testi teatrali e un regista. Non ho ancora avuto un successo con il botto, di quelli che ti proiettano nel mondo della notorietà. Ancora ci sto provando e ci credo, ma con l'imperativo di non tradire me stesso facendomi allettare dal produrre qualcosa di facilmente vendibile, ma con poca sostanza. Per ora ho i Matiröö, ottimi dilettanti, scrivo commedie per una sit-com radiofonica e nel cassetto un progetto con dei professionisti di cui non voglio ancora parlare. 

Nel presente, qui e ora, faccio il municipale a Vacallo occupandomi soprattutto di cultura. E la mia biografia? La mia storia? Se proprio vi può interessare...

Nacqui in Capriasca, anno 1950. Conobbi l'odore di stalle in cui ancora c'erano delle mucche, il profumo di quei boschi e il suono del suo dialetto. Mai dimenticati!

Studiai dai preti e di quei collegi avrei tante storie da raccontare a cui i giovani di oggi non potrebbero credere. Studiai per diventare maestro elementare.

Imparai finalmente qualcosa sul senso della vita stando sulle barricate del sessantotto. Fui di "Lotta Continua" sognando la rivoluzione, me ne dissociai quando il piombo cominciò a fare solo male senza creare prospettive di alcun genere. Imparai di Kung-Fu con il maestro Fung Jy-Ko, di esoterismo con il regista espressionista Alejandro Jodorowsky, di teatro con Alberto Canetta e la Comuna Baires ai suoi esordi milanesi.

All'interno della Scuola, per ben 43 anni, fui sempre in prima linea in lotte che lasciarono un qualche segno.

Nel 1994 fondai la compagnia teatrale I Matiröö, di cui sono tuttora il capocomico: cerchiamo di coniugare il teatro d'avanguardia con il dialetto.

Nella mia vita devo un grazie grosso a una miriade di persone che mi hanno amato. Voglio citare, in ordine sparso e non per importanza, Cecilia e Battista, genitori passati di là, Olmo e Paco, figli, Marisa, amore per l'eternità. Mi sento realizzato e mi piace ridere